E' un azzurro davvero opaco nel tempio di Adelboden. Vinatzer (17°): "Non un bel week-end, mi tengo i punti per la WCSL"

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GIOVANNI ZENONI

Sci Alpinocoppa del mondo maschile

E' un azzurro davvero opaco nel tempio di Adelboden. Vinatzer (17°): "Non un bel week-end, mi tengo i punti per la WCSL"

Nella giornata dei primi punti in Coppa del Mondo di Corrado Barbera ("mille emozioni, la tensione si è fatta sentire nella 2^ manche"), e solo di 4 punticini per Kastlunger, il leader della nazionale di Pini raccoglie poco nel sesto slalom stagionale, dopo l'inforcata di Campiglio e l'errore di ieri in gigante.

Un azzurro molto opaco, che già non si era illuminato nella notte più attesa, quella di Madonna di Campiglio, e pur facendo qualcosina meglio in termini di qualità e quantità di piazzamenti, esce con le ossa rotte anche dall’arena di Adelboden.

Il secondo slalom del 2026, verso i cinque di un mese di gennaio chiave, propone all’Italia di coach Mauro Pini il 17° finale di Alex Vinatzer, il 27° posto di Tobias Kastlunger e il 28° di Corrado Barbera, che raccoglie i primi 3 pt del suo travagliato percorso in Coppa del Mondo, facendo l’impresa nella manche d’apertura col pettorale 66.

Male Tommaso Sala, neppure vicino alla qualificazione, esclusi Canins e Saccardi, ci si attendeva da Vinatzer una risposta dopo l’inforcata nel grande appuntamento della 3Tre, ma il 26enne gardenese non si è mai “acceso”. Ventesimo al giro di boa, la seconda run è stata solo discreta per recuperare tre piazze (con le uscite di Meillard e Strasser a dare una piccola mano). “Qualche curva credo di averla fatta bene, in generale, soprattutto nei raccordi che di solito sono il mio, non andava l’esterno come volevo – è l’analisi di Alex al microfono di Ettore Giovannelli in casa Rai Sport – Mi è mancata decisione per limare quei decimi, non è stato un week-end bellissimo ma ci teniamo i punti della WCSL.

Cercheremo di rifarci a Wengen”.

“Il tracciato era più andante e ritmico – ha spiegato Kastlunger, riferendosi al disegno della 2^ di marca azzurra, con Davide Marchetti – C’era più velocità, ma io ho sentito in certi passaggi che non ero così al limite come serve. Questa gara descrive il mio attuale feeling, che ancora non è come dovrebbe; sono contento della prima manche a tratti, per oggi va bene”.

Barbera, sempre a Rai Sport, ha raccontato della sua prima volta in una 2^ manche “classica”, visto che fu 18° alle finali di Soldeu (non andando quindi a punti), gara alla quale era qualificato grazie al titolo mondiale juniores. Negli ultimi 3 anni, per il classe 2002 cuneese le cose sono state complicate da tanti guai fisici, ma ora si vede la luce. “L’emozione è stata tantissima – sono le parole di Corrado – Purtroppo la 2^ non sono riuscito ad attaccarla come volevo, la tensione della prima volta si è fatta sentire.

Venivo da un periodo tra i più brutti mai avuto a livello sportivo, soprattutto mentalmente dopo i problemi fisici, ma il bello dello sport è che le cose possono cambiare da un momento all’altro. Credo che l’arrivo della prima manche, quando ho visto il 28esimo tempo, non lo dimenticherò mai e spero sia solo un primo passo. Prendo e porto a casa le emozioni che sono tantissime”.

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Pur perdendo Haugan nel finale della 1^ manche per un'inforcata che costa il pettorale rosso, tornato sulle spalle di Rassat vincitore dello slalom di Adelboden, la Norvegia di Simone Del Dio (che ha disegnato la run inaugurale) ha colto due piazzamenti sul podio, ed è il 99esimo della carriera per il detentore della sfera di cristallo, con una nuova piazza d'onore per un McGrath che è in piena corsa per il trofeo di specialità. Ora... sotto con Wengen.